LA ROTTURA DEL PENE

Dr Aldo Di Filippo 

Nelle varie casistiche, il maggior numero di eventi traumatici avviene a pene eretto durante un regolare rapporto sessuale a seguito di violente manovre nel tentativo di penetrazione. Possono avvenire per urto contro il pube od il perineo. Tra le posizioni quella con la donna sopra sembra essere la più pericolosa. 

LA ROTTURA DEL PENE

La rottura avviene come lesione da scoppio per aumento violento della pressione interna del corpo cavernoso, da considerarsi un vaso pieno di sangue sotto pressione, per improvvisa flessione dello stesso. Attraverso la breccia fuoriesce il sangue che, nel corso dell’erezione, distende il corpo cavernoso con elevata pressione. 

 LA ROTTURA DEL PENE

Non è la rottura di un osso.

La sintomatologia è molto chiara e drammatica. Con improvviso dolore, spesso accompagnato da rumore come di rottura (classico CRAK dei fumetti) avviene la detumescenza del pene seguita dalla comparsa di un vasto ematoma del pene e dello scroto. Tale raccolta ematica interessa il pene e lo scroto sino al perineo. In effetti ciò che spaventa di più il paziente è la detumescenza subitanea del pene e la comparsa dell’ematoma per cui il pene assume l’aspetto di un salsicciotto scuro mentre il dolore regredisce rapidamente. In casi poco frequenti si associa lesione dell'uretra (3). 

Le casistiche internazionali, non molto ampie, mettono in luce un diverso comportamento degli Autori, dettato da una diversa esperienza. 

Le possibilità di intervento sono rappresentate dall'esplorazione chirurgica immediata, attualmente la più accreditata (1)(4)(5), o dalla applicazione di ghiaccio accompagnata da bendaggio compressivo. In aggiunta vengono somministrati fibrinolitici (2), antibiotici, antinfiammatori ed eventuali estrogeni, antiandrogeni, diazepam al fine di ridurre l'entità e la durata delle eventuali erezioni spontanee. 

La conseguenza più frequente è la persistenza della perdita ematica con espansione dell’ematoma specialmente di notte, nel corso delle erezioni notturne. Anche rotture con modesto ematoma che spingono il medico a sperare nella riparazione spontanea, possono determinare aumento dell’ematoma durante le erezioni notturne con necessità di sottoporre poi il paziente ugualmente ad intervento chirurgico. 

La conseguenza più disastrosa è rappresentata dalla fibrosi del corpo cavernoso come conseguenza dell’organizzazione di trombi intracavernosi. 

Il sangue raccolto all’interno del corpo cavernoso può organizzarsi in trombo e occupare parte o tutto il corpo cavernoso. Il corpo cavernoso così alterato è destinato alla sclerosi con conseguente incurvamento del pene.  Noi propendiamo per un intervento d’urgenza che permetta di rimediare all’apertura della parete del corpo cavernoso e ciò soprattutto per evitare le possibili sequele all’evento. 

Bibliografia 

1. Wespes E., Libert M., Simon J., Schulman C.C.: Fracture of de Penis:Conservative versus Surgical Treatment. Eur. Urol. 13:166-168(1987) 

2. Ovrum E.: Rupture of the penis. Scandinavian Jurnal of Urology and Nefrology. 12.83-85;(1978) 

3. Nymark Jens, Kristensen Kvist Jorgen: Fracture of the panis with urethral rupture. The jurnal of Urol. 1983 vol.129: 147-148 

4. Nicolaisen Gary, Melamud Aitan, Williams Richard: Rupture of the corpus cavernosum: surgical mangment.Jurnal of Urol. Vol.130 Nov. 1983:917-919 

5. Iacono F., Barra s., Di Lauro G., Lotti T.: Traumatic rupture of the corpus cavernosum: treatment of complications. Acta Urol. Ital. 1992:5:405-408

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Dal LUNEDI al VENERDI

Dalle ore 15 alle ore 19

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