Procreazione Medicalmente Assistita (P.M.A.)

A mio parere è bene che coloro che  seguono un percorso di P.M.A., e medico più in generale, si affidino completamente al Centro / Medico che hanno scelto. Dare fiducia fa vivere meglio questa avventura e consente allo specialista di essere più sereno nelle valutazioni.

L’impossibilità  di ottenere una gravidanza con il normale rapporto sessuale determina la necessità di ricorrere alle tecniche di fecondazione assistita. Tali tecniche, lungi dal determinare certamente una gravidanza, sono invasive in vario grado e costose. Non possono essere considerate la panacea per tutte le condizioni ma limitate solo alle coppie con problemi non superabili diversamente.

Lo prescrive la stessa legge 40 del 2014 che obbliga anche alla valutazione dell’Andrologico degli uomini con problemi seminali prima della fecondazione.

 INSEMINAZIONE

Linseminazione intrauterina consiste nell’introdurre nella cavità uterina, per via vaginale, mediante un catetere, il liquido seminale del partner precedentemente trattato con una tecnica tipo Swim-up da pellet o Minipercoll.

Tali tecniche permettono di separare in vitro quegli spermatozoi più mobili per poi trasferirli in utero.

Vengono effettuate una o due inseminazioni, durante l’ovulazione, per ogni ciclo, sulla scorta del monitoraggio ecografico. Possono essere effettuati diversi cicli di inseminazione intrauterina e la percentuale di successo per ciascuno è di circa il 20 %, a seconda della indicazione (tipo di patologia per cui viene effettuata) .Tale trattamento non prevede anestesia, è indolore ed è eseguibile in presenza di ovulazione.

Indispensabile è la presenza di tube libere.

Indicazione principale alla inseminazione è un test post coitale negativo per ostilità del muco cervicale. Altre condizioni sono la sterilità inspiegata e la oligoastenospermia moderata. In alcuni casi può essere effettuata anche in coppie con numero di spermatozoi inferiore a 10 milioni/ml., ma le percentuali di successo diminuiscono.

FECONDAZIONI IN VITRO

Vengono descritte con tale definizione le tecniche che necessitano della fecondazione dell’ovocita al di fuori delle vie genitali, le cosiddette fecondazioni “in provetta”.

Tecniche di fecondazione in vitro

FIV-ET Fertilizzazione in vitro e trasferimento in utero

ICSI Iniezione intra citoplasmatica del singolo spermatozoo

GIFT Trasferimento in una tuba di spermatozoi

La fecondazione con tecnica ICSI è la più praticata per il maggior tasso di fecondazione degli ovociti e la possibilità di usare pochissimi spermatozoi per la fecondazione. Un solo spermatozoo viene immesso nell’ovocita per cui si riesce ad avere gravidanze anche con i rari spermatozoi che in qualche caso è necessario aspirare dai testicoli.

Il motivo per cui più frequentemente vengono praticate queste tecniche è la presenza di tube chiuse e uno scarso numero di spermatozoi nell’eiaculato. Frequentemente vengono utilizzate anche nella sterilità inspiegata e dopo il fallimento di cicli di inseminazione intrauterina.

Tutte queste tecniche prevedono, dopo l’esecuzione degli esami di rito previsti dalle linee guida delle società scientifiche, una terapia medica che blocca l’attività ipofisaria in modo da impedire l’attività dell’ormone LH. Dopo il flusso mestruale fisiologico si effettua la stimolazione ormonale che porta allo sviluppo e maturazione di un congruo numero di follicoli ovarici. A sviluppo e maturazione avvenuti si effettua il prelievo degli ovociti tramite aspirazione transvaginale dei follicoli. Tale manovra si effettua in analgesia, quindi non dolorosa, attraverso un ago che viene spinto, attraverso la vagina, nell’ovaio.

Il prelievo degli ovociti ha una durata di circa 20’ e le donne possono essere dimesse dopo circa un’ora. Dopo opportuna lavorazione, gli ovociti vengono messi insieme agli spermatozoi in appositi contenitori (FIV-ET) o iniettati con tecnica microscopica (ICSI) e dopo circa 24 ore si controlla l’avvenuta fecondazione .

Procreazione Medicalmente Assistita (P.M.A.)

Possono essere utilizzati vari piccoli accorgimenti come la somministrazione di antibiotico, la prescrizione di cortisone, ac. Salicilico, ecc. in grado migliorare il tasso di gravidanza e ridurre i rischi, secondo il parere dello specialista che segue il programma di fecondazione.

Il trasferimento in utero degli embrioni ottenuti può essere effettuato il giorno successivo allo stadio di 4-6 cellule o , come preferiamo fare, dopo 5 gg allo stadio di BLASTOCISTI, La procedura è molto semplice e non necessita di anestesia: con l’ausilio di un sottile tubo (catetere) vengono depositati gli embrioni nella cavità uterina. Nei giorni successivi la donna segue una terapia medica per il sostegno della fase luteinica (somministrazione di Progesterone). Dopo circa due settimane, si conosce l’esito mediante dosaggio delle beta HCG e controllo ecografico.  

        

Il numero di embrioni trasferiti è regolato dalle indicazioni dell’O.M.S. (Organizzazione Mondiale della Sanità) che consigliano un massimo di 3 embrioni per ciclo. In Italia per legge ( n. 40 del 2004) possono essere utilizzati solo tre ovociti ed impiantati tutti gli embrioni ottenuti. Qualora non si possano trasferire al momento, è consentito il congelamento degli embrioni che dovranno essere trasferiti in utero al primo ciclo disponibile.

Per quanto sopra esposto è necessario tenere presente che non tutti i Centri PMA eseguono tecniche di fecondazione complesse con la possibilità di produzione e crioconservazione di embrioni al grado di Blastocisti. Nei colloqui iniziali è sempre il caso di chiedere chiarimenti in merito.

ORARIO STUDIO

Dal LUNEDI al VENERDI

Dalle ore 15 alle ore 19

Via Roma - Galatina (LE)

1° Piano

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